Dormire a Milano in un b&b che sa di casa ma anche di altrove

Stanza LaFavia
Il b&b LaFavia è una bella casa di Milano, con quattro stanze, una veranda luminosa, un inaspettato giardino pensile, in un palazzo di fine 800 in una zona del centro. È il progetto di accoglienza e ospitalità di due viaggiatori, Fabio e Marco, che amano mischiare l’altrove con Milano e che dall’India hanno portato a casa colori, stoffe e ispirazioni. È il posto dove dormire in città per chi ama le coccole personalizzate, la cura del dettaglio, l’aria di casa lontano da casa. A me piace anche per il prezzo, ma soprattutto ADORO le loro tappezzerie. Il resto lo dicono le immagini.

Tappezzeria LaFaviaVeranda LaFaviaDettaglio stanza LaFavia
Foto © LaFavia 4 Rooms

Taccuino:

LaFavia 4 rooms
Via Carlo Farini 4
Milano
Tel. 347 7842212
Contatti: write@lafavia4rooms.com
www.lafavia4rooms.com

My Wish List [sleep]: Pension Edelweiss, Marsiglia

pension-edelweiss-couloir

Marsiglia: una maison d’hôtes vicino alla stazione e a breve distanza dal vieux port. Un ambiente rétro, arredato con mobili e oggetti risalenti al periodo che va dagli anni 30 fino ai 70, frutto della ricerca e della passione della proprietaria per la brocante e il design. Cinque stanza dai prezzi lievi e un nome e un sottotitolo che fanno sorridere: Pension Edelweiss, ‘altezza, 50 metri’

pension-edelweiss-189 pension-edelweiss-cuisine-salle-a-manger pension-edelweiss-68 Photos © Pension Edelweiss

Taccuino:
www.pension-edelweiss.fr

Viaggiare Like a Local: i miei buoni consigli su Spray Magazine

Like a local

Like a Local è espressione parecchio abusata, lo so. Però mi piace l’idea che ci sta dietro e mi piace far finta di vivere nelle città che visito. Per questo sull’ultimo numero di Spray Magazine parlo di siti e servizi che mirano a farci sentire, anche nello spazio di un breve fine settimana, cittadini dei posti dove appoggiamo lo zaino o la valigia. Da Amsterdam a Vienna, passando da Atene per arrivare a Berlino, qualche dritta per sperimentare le città Like a Local, appunto.

Citinerary

Per esempio conoscete Citinerary, il sito che mette in contatto con interessanti locals ad Amsterdam? Oppure sapete come affittare un bellissimo appartamento ad Atene con annessi buoni consigli per visitare la città?
Il mio articolo è a pagina 46 vi racconta questo e altro, ma voi sfogliate tutto l’ultimo numero di Spray Magazine che è carino assai e non perdetevi l’articolo di Beatrice Doria a pagina 50 sui BB&B, i Boutique Bed&Breakfast.

Spray cover

Dormire ZUZA a Lisbona

Tram Lisbona

Tra le città che ho visitato nel corso degli anni ci sono quelle che mi hanno suscitato immediata antipatia, quelle che mi hanno lasciato indifferente e infine quelle mi hanno subito rubato il cuore. Lisbona appartiene a quest’ ultima categoria.

Sono bastati tre soli giorni a Lisbona per:
1. innamorarmi della città
2. decidere di andare a viverci
3. voler imparare il portoghese.
Ecco forse andare a vivere a Lisbona al momento è un tantino improbabile. In quanto all’imparare il portoghese lo vedo un po’ velleitario. Rimane invece l’essermi innamorata di una città che mi ha stregato all’istante.

Lisbona è stata la meta di un fine settimana primaverile regalato al fidanzato per il suo compleanno. Un week end che voleva essere perfetto e che anche nella scelta del posto dove dormire doveva essere bello. Cosa che a Lisbona non è affatto impossibile. Infatti in città ci sono una serie di ostelli che offrono soluzioni economiche e al contempo confortevoli e carine. Io però, per il mio week end regalo, ho optato per un b&b e ho scelto a colpo sicuro lo ZUZABED & Breakfast, strategicamente collocato nel centralissimo quartiere Chiado.
Lo Zuzabed è un posto raccolto e speciale che offre quattro stanze confortevoli, due delle quali offrono un terrazzino con una magnifica vista sul centro della città. Speciale è anche il padrone di casa, Luis che, in un impeccabile inglese, vi terrà compagnia mentre vi godete la colazione nel soggiorno della casa (e che colazione!) dispensandovi consigli preziosi su come trascorrere le vostre giornate nella capitale portoghese.

Zuza b&b terrace
Zuza b&b room

In tutto questo c’è però un problema: le stanze dello ZUZABED vanno a ruba. Per trascorrere qui il vostro soggiorno dovrete prenotare con largo anticipo. In alternativa Luis vi proporrà uno degli ZUZA appartamenti, dislocati in varie zone della città. Belli, dotati di cucina e con gli ingredienti per prepararvi la prima colazione. A noi è successo così. Anche se avevo cercato di aggiudicarmi una stanza con qualche mese d’anticipo, il b&b era tutto prenotato e abbiamo soggiornato in un appartamento, sempre centralissimo e molto ben arredato. Una delle colazioni però siamo andati a farla da Luis al b&b per conoscerlo e farci dare qualche consiglio e ne è valsa la pena.
In alternativa allo ZUZABED & Breakfast e agli ZUZA appartementi, si può soggiornare in una delle sette stanze della ZUZA Guest House, in un palazzo ristrutturato del XVII secolo, sempre nel quartiere Chiado.
Luis, uno e trino, riesce a far contenti tutti!

Se cerchi un volo per Lisbona o per un’altra destinazione europea cerca i voli low cost su Expedia

Taccuino:

ZUZABED & Breakfast
Calcada du Duque 29 – 2° piano
Tel. +351 934445500
www.zuzabed.com

Dormire vintage a Bruges (e per colazione: cioccolato!)

La qualità prima della quantità. Ecco cosa ho pensato questa mattina scovando in rete Bread & Butter, un b&b a Bruges con un’unica stanza di 40mq, un intero piano tutto per te. Il massimo dell’esclusività e ad accoglierti una padrona di casa che, non a caso, è interior designer. Cioccolato belga a colazione, una vasca da bagno arancione e mobili e tappezzeria vintage completano l’offerta. Il prezzo è ottimo (85 Euro per la stanza, colazione inclusa) e le recensioni di chi ci è stato molto positive. A pensarci viene voglia di partire per un weekend subito.

Photo credits:Bread & Butter

Taccuino

Bread & Butter
Julius en Maurits Sabbestraat 39
Bruges
Tel: 0032(0)50/33 47 26
Cell: 0032(0)497/46 31 03
info@breadandbutter.be

www.breadandbutter.be

Un weekend alla scoperta di Trieste

Un weekend a zonzo per una città tutta da scoprire? Trieste si visita comodamente nello spazio di un fine settimana. Qui di seguito qualche consiglio per passare un weekend triestino come si deve.

Seguire una guida. Andare a passeggio per la città, facendosela raccontare, è un buon modo per capirne a fondo la storia e per conoscere particolari che girando da soli difficilmente si noterebbero. L’Ufficio del Turismo del Friuli Venezia Giulia organizza tutti giorni alle 10:30 (domeniche incluse!) visite guidate a piedi alla scoperta di Trieste. La visita dura all’incirca due ore e si prenota all’ufficio del turismo in Via dell’Orologio 1, angolo Piazza Unità d’Italia. Io ho sperimentato la visita e posso dirvi che ne vale la pena. Il gruppo era ristretto e la guida molto brava a intervallare notizie storico-artistiche ad anedotti e inserti divertenti di vita triestina. Si parte dalla sede dell’ufficio del turismo e lì si ritorna alla fine del tour.


Abbuffarsi di maiale Da Pepi. Non potete dire di essere stati a Trieste se non avete mangiato almeno una volta in un buffet. I buffet sono locali semplici e tradizionali dove mangiare a qualsiasi ora del giorno una cucina dai robusti sapori mitteleuropei. Allora armatevi di appetito e ordinate un misto di prosciutto cotto triestino, salsicce, musetto di maiale e altre amenità. Il tutto accompagnato da una spolverata di kren (rafano) e sciacquato con un bicchiere di vino o di birra. Il buffet più noto in città è Da Pepi, un vero paradiso per gli amanti del maiale e dei crauti.


Brindare con la vitovska. La vitovska è un vino del quale potreste non aver mai sentito parlare. Io per esempio ne ignoravo completamente l’esistenza. Si tratta di un vino bianco che nasce dal vitigno omonimo diffuso nella provincia di Trieste e in Slovenia. È un vino secco e fresco da bere con antipasti e piatti di pesce, ma anche con il prosciutto friulano. Scoprire la vitovska e gli altri vini carsici in compagnia di un produttore è il modo migliore per conoscerla e apprezzarla. Se siete a Trieste in macchina, potete farvi un giro nel piccolo paese di Prepotto, nel Carso. Qui vi consiglio una visita all’azienda agricola Zidarich. Beniamino Zidarich vi guiderà con calore e perizia nella sua cantina e alla scoperta dei suoi vini.


Provare le tapas di mare. C’è un posto per l’aperitivo che vi piacerà senz’altro, si chiama Salumare ed è un “laboratorio del pesce”. Nel menù ci sono tartine con baccalà mantecato, burro e acciughe, aringa e mela verde, anguilla affumicata. Si mangia in piedi, appoggiati al bancone o seduti su alti sgabelli a un tavolo bianco all’esterno. Bello l’ambiente e bello il quartiere, il quartiere Cavana, poco oltre Piazza Unità d’Italia

Dormire in città
L’ultimo consiglio per una gita a Trieste riguarda i posti dove dormire. Un’amica triestina mi ha segnalto due posti:

L’Albero Nascosto
Via Felice Venezian, 18
Tel. 040 300188
info@alberonascosto.it
www.alberonascosto.it

House 5
Via Giulia, 5
Tel. 040 0644872
Cell. 338 9373586
info@house5.it
www.house5.it

Nel centro di Lecce, a casa di Anna

Ci sono posti che ti rimangono nel cuore. Ti si appiccica addosso il ricordo di un sapore, della perfezione di un momento, della luce di un mattino.
Di una vacanza in Salento di qualche anno fa mi è rimasto appiccato il ricordo di una terrazza vista mare, la terrazza del Macchia di Pele, il b&b a Castro Marina dove avevo deciso di trascorrere una paio di notti, poi mi ero fermata un altro paio e poi avrei voluto stare ancora di più, ma la curiosità mi ha mosso altrove.
Nei miei giorni di permanenza al Macchia di Pele, su quella terrazza, ho condiviso chiacchiere, caffè e bicchieri di vino con i due gentili proprietari del b&b, Amedeo e Nancy, dispensato molte carezze ai due gatti e al cane Oscar, ammirato tramonti, stelle e mattine. Con Amedeo e Nancy sono rimasta in contatto per un po’, una volta tornata a casa, seguendoli anche sul loro blog. Poi ci siamo persi via, come si fa quasi sempre, e per un po’ il ricordo di quella terrazza sul blu si è scolorito nel grigio delle giornate di città. La settimana scorsa, complice un improvviso profumo di mare, il ricordo è tornato e allora sono andata a leggermi le novità sul blog di Macchia di Pele. Leggendo il blog e guardando il sito ho scoperto che ne frattempo ci sono state delle novità e che Amedeo e Nancy, oltre a continuare ad accogliere gli ospiti nella casa sul mare a Castro Marina, dall’inverno scorso si occupano anche di un bellissimo b&b nel centro storico di Lecce, proprio a due passi dal Duomo.

Guardo le foto del b&b leccese che subito mi piace tantissimo e intanto scrivo ad Amedeo per farmi raccontare la storia di questo nuovo posto. Viene fuori che Nancy e Amedeo, alla ricerca di una casetta a Lecce per l’inverno, si sono imbattuti in Anna, appassionata collezionista di arte contemporanea la quale, già da tempo, voleva trasformare il suo meraviglioso appartamento in un b&b. Dall’incontro con Anna nasce A Casa di Anna, un b&b di sole due stanze, dove al gusto nell’arredamento, ricco di oggetti d’arte contemporanea di cui si occupa la padrona di casa, si unisce l’accoglienza informale e le colazioni in terrazza in stile Macchia di Pele. Insomma un bel connubio, che non vedo l’ora di andare a sperimentare per farmi appiccicare addosso un nuovo indimenticabile ricordo.

P.S. Amedeo mi ha assicurato che il cane Otto continua ad allietare scodinzolante le colazioni al Macchia di Pele. Intanto lui e Nancy hanno allargato la famiglia con l’arrivo di Lorenzo

Taccuino
A Casa di Anna
Corte Degli Annibaldi, 5
Lecce
Tel. 0832.309961
Cell. 328.3567460

E-mail acasadianna@macchiadipele.it
www.macchiadipele.it/acasadianna

Alla scoperta del Pigneto


La settimana scorsa è stata la mia settimana pasoliniana. Giovedì sono andata a sentire la presentazione di un libro su Pasolini qui a Pavia e la sera prima ho mangiato in un “suo” ristorante a Roma.
Tutto comincia quando domenica arrivo alla stazione Termini e l’amica che mi viene a prendere, e che mi ospiterà per i successivi due giorni, mi annuncia che abita in un quartiere popolare. Non dice altro. Carica me e la mia borsa sulla macchina, tra il concerto di clacson intorno a noi, e riparte zigzagando nel traffico romano. È l’ora di pranzo e, prima di accompagnarmi a casa, devia verso San Lorenzo, il quartiere degli studenti, dove individua una pizzeria/ristorante per mangiare. Io vorrei andare da Pommidoro perché ho letto di recente che era uno dei ristoranti preferiti da Pasolini, ma vince la fame e la difficoltà di trovare parcheggio e andiamo in un altro posto. Parcheggiamo con mezza auto sulle strisce pedonali e ci sediamo a mangiare una pasta alla gricia, mentre l’amica romana mi spiega di quanti ristoranti a Roma si vantino di aver avuto Pasolini come cliente abituale, molte volte a sproposito. Aggiunge: “un po’ come le targhe che commemorano il passaggio di Garibaldi. Pare che Garibaldi si sia fermato ovunque, in Italia!”. Finito la gricia, du’ broccoletti strascicati e un piatto di cicoria, ripartiamo alla volta del quartiere popolare, che si rivela poi essere il Pigneto.

Sui muri delle case del Pigneto, lungo la via pedonale

Ora, io sono stata a Roma numerose volte, per diletto o per lavoro, e mi sono girata in lungo e in largo un sacco di angoli della città eterna, ma mai mi ero spinta fino al Pigneto. Da una prima passeggiata subito mi rendo conto che è un quartiere di romani, di immigrati e di qualche straniero del genere creativo/artistoide. Non un quartiere da turisti, e difatti quando il giorno dopo tiro fuori la macchina fotografica per immortalare alcune delle scritte e dei graffiti sui muri delle case, mi sento un po’ strana.
A circa cinque fermate di bus dalla stazione Termini, in una periferia che è immediatamente alle spalle del centro storico, il Pigneto è sì un quartiere popolare, ma che mette alla prova la mia idea un po’ stereotipata di quartiere popolare, fatta di palazzoni e di strade pensate solo per le macchine. Qui invece c’è un’isola pedonale e, accanto ai palazzi, una serie di casette basse, alcune con giardino (i villini), costruite dalle cooperative di ferrovieri e tranvieri negli anni ’20 del secolo scorso. Un esempio illuminato di edilizia popolare, rimasto parzialmente intatto. Il Pigneto di oggi, dopo una serie di interventi di riqualificazione, è diventato anche zona di movida serale e lungo la via pedonale, laddove di giorno si sviluppa in parte il mercato, nel tardo pomeriggio alzano la saracinesca una serie di locali dentro e fuori i quali si concentra un’umanità giovane, varia e folta. Mentre mi dirigo a cena, la prima sera, mi imbatto in bar, pizzerie, ristoranti, tutti molto animati, tutti piuttosto piccoli, molti con i tavolini fuori sulla via. Mi piacciono tutti o quasi tutti, perché sono curati senza essere spintamente trendy e perché mi sembra che siano personalizzati, malgrado abbiano alcuni tratti standard che riconosci in molte vinerie, tanto di moda oggi. Mi piacciono perché non sembrano localini milanesi e neanche romani, di quelli appartenenti alla categoria ‘trattoria romana-tovaglia a quadretti-stornelli’. Mi sarebbe difficile scegliere, ma l’amica romana mi porta a colpo sicuro da Braccio, un ristorante-enoteca che conosce lei, appena oltre la via pedonale e che si rivelerà una buona scelta, non solo per il cibo, ma anche per l’atmosfera. Un’atmosfera che sa di relazioni di paese e infatti l’impressione che ricavo da questa prima sera è che il Pigneto è un po’ un quartiere-paese, un’isola a sé che galleggia nella quasi periferia di Roma.
Chiacchierando durante la cena viene fuori che lì vicino c’è il Necci, il bar-ristorante frequentato da Pasolini mentre girava al Pigneto alcune scene dell’Accattone. Oggi, mi dicono, è un posto molto diverso da quel bar pasoliniano, ma è stato rinnovato, con gusto, rispettando l’identità del “bar sotto casa dove passare l’intera giornata”. Decidiamo di andarci il giorno dopo per cena e io subito rimango rapita da due cose: dalla tappezzeria anni 70 nella sala ristorante e dal terrazzo-giardino davanti alla casa, dove mi immagino debba essere fantastico venire a fare colazione o pranzarci. Quello che mangio per cena è buono, anche se non mi pare eccezionale, ma il locale mi sembra veramente bello e qualcuno in rete in questi giorni mi ha detto che preparano deliziose torte per la colazione e un buon aperitivo (la domenica d’estate nel giardino c’è l’aperitivo+mercatino).


Foto tratte dal sito di Necci

Peccato dover ripartire la mattina dopo, penso. Peccato anche non aver provato il Tiger Tandoori, ristorante indiano lì accanto che è degli stessi proprietari del Necci, o non essersi seduta in uno dei pochi tavolini da Chiccen, minuscolo locale che da fuori promette “vino, cucina e gossip…”. La prossima volta mi fermo di più e se l’amica romana (che si chiama Alessandra ed è un’ospite meravigliosa) non dovesse esserci, vado a dormire in questo B&B, che è bello e pure poco caro per gli standard di Roma. Benvenuto al Pigneto sulle mie mappe romane! Arrivederci Roma!

Chiccen, “vino, cucina e gossip…”

Come arrivare: al Pigneto si arriva con l’autobus n°105 e i tram n°14, 5 e 19
Più info sul Pigneto: informazioni dettagliate sui locali del Pigneto in questo articolo su Gourmet Traveller (in inglese).

Taccuino:

Braccio – Ristorante e Wine Bar
Via Braccio da Montone, 3
Tel. 06 96035820

Necci dal 1924
Via Fanfulla da Lodi, 68
Tel. 06 97601552
info@necci1924.com
www.necci1924.com

About b&b in rome
Via Braccio da Montone, 85
Tel. 338 2402782
www.about-bed-and-breakfast.com

Scampoli di un’estate corsa

Piove da giorni e io sono incappata nei miei appunti estivi scarabocchiati di ritorno dalla Corsica. E ora che faccio? Aspetto la bella stagione prima di parlarvi di nuovo dell’isola o faccio adesso un viaggio a ritroso nel sole e nel caldo di luglio? Ci penso su e scelgo la seconda ipotesi. Vi parlo di Corsica adesso, un po’ per esorcizzare la brutta stagione, un po’ perché poi me ne dimentico e gli appunti presi l’estate scorsa rischiano di scolorirsi nella nebbia. Allora ecco qua, in ordine geograficamente sparso, foto, consigli e indirizzi. Tutto da tenere lì, come atto di resistenza all’inverno, in attesa che faccia di nuovo estate.

Sul dito della Corsica: Nonza
Le guide dicono che Nonza è una dei paesi più belli del Cap Corse. Vero. Nonza è un paesino romantico e minuscolo arrampicato su uno sperone roccioso. Ha case colorate, stradine che sono sentieri, tanti gradini e un’atmosfera d’altri tempi. Ha una vista mozzafiato su una spiaggia di ciottoli neri che è sempre pressoché deserta. Non viene voglia di andarci subito?
Nonza si trova nella parte a sinistra del dito della Corsica, una zona dai paesaggi emozionanti e dai panorami drammaticamente belli. Se siete alla ricerca di spiagge comode e bianche, non fa per voi. A ovest del Cap Corse le spiagge sono poche, piccole, con il mare che sbatte fragoroso sui sassi neri.

In questa zona trovate poche sistemazioni alberghiere. A Nonza ci sono due b&b -Casa Lisa e Casa Maria- che offrono una manciata di stanze (bisogna prenotare in anticipo o sperare nella fortuna) e hanno una bella posizione (nel villaggio) e una bellissima vista. Per mangiare, prendersi un aperitivo e godere di uno spettacolare tramonto, arrampicatevi sulla scalinata che porta verso la torre genovese e sedetevi nel giardino del ristorante-bar La Sassa. Ne vale la pena.

La Bergerie d’Acciola
A una decina di chilometri da Sartène, venendo da Bonifacio, sul bordo della strada a sinistra c’è una casetta di pietra con un negozio di specialità corse e sul retro una bella terrazza con tavoli di legno e una vista sul bosco giù, giù fino al mare. Sono aperti tutto il giorno per uno spuntino a base di salumi, formaggi e galettes di farina di castagne. Per pranzo e cena preparano anche grigliate. Un bel posto dove mangiare, se fate tappa a Sartène.

A Merendella
Da Sartène verso Porto una deviazione dalla strada costiera ci ha portato verso una regione dell’interno di montagne e boschi, che noi abbiamo percorso alla ricerca di un ristorante dove avevamo deciso di fermarci per pranzo. Ebbene, la deviazione e i lenti chilometri di curve verso paesi delle dimensioni di un francobollo sono stati ampiamente ripagati da un tavolo in giardino, un menu delizioso, un proprietario accogliente. Deviare fa bene al panorama, ma anche all’appetito.

Notti musicali con vista mare

Guidi per la Balagne e pensi che è proprio vero che è un balcone sul mare. Un’infilata di paesi minuscoli arrampicati dietro le infinite curve di strade così strette che schiacciare sull’accelleratore non puoi. Ma poi chi ne ha voglia? Chi ha voglia di correre, quando procedi di curva in curva e la vista spazia dal mare ai monti, la macchia mediterranea odora di fichi e le cicale ti stordiscono con il loro frinire senza fine da pomeriggio d’estate? Quando dietro l’angolo c’è un altro villaggio arrampicato da visitare, arrotolato come coda di gatto, con le sue stradine e le sue terrazze, promesse di panorami sorprendenti sul mare laggiù? Calvi e la sua costa stanno in quel laggiù, che poi è vicinissimo a questo quassù, ma noi decidiamo che visiteremo la città un’altra volta, magari un mattino con calma.
La nostra meta è uno dei villages perché (i villaggi arrampicati). Andiamo a Pigna, piccolo borgo di botteghe artigiane e centro di studio e conservazione della musica tradizionale corsa, dove ci aspettano tre giorni alla Casa Musicale, hotel, ristorante, auditorium, studio di registrazione e residenza di cantanti e musicisti. Un posto speciale, prenotato con anticipo e con molte aspettative, nessuna di queste tradita.
Speciale intanto è Pigna, villaggio del quale ti innamori all’istante, non appena lasci la macchina nel parcheggio esterno e ti incammini per le sue stradine fuori dal tempo (in macchina non si può entrare in paese e c’è un parcheggio esterno a pagamento). Un gatto che dorme sulla porta di una casa, una bottega, un bel palazzo del XVII secolo (che è anche hotel) e poi volti un angolo, fai una salita e vedi il mare. Una vista abbagliante, da uno spiazzo che abbraccia la baia di Calvi e oltre.

Bottega artigiana nelle stradine di Pigna

La Casa Musicale fa parte della magia del posto. In un angolo tranquillo della già tranquillissima Pigna c’è questa bella vecchia casa con un giardino-terrazzo, dove si cena e si fa colazione, e con una manciata di stanze dalle pareti colorate e dagli arredi semplici. A noi è capitata una stanza dell’ultimo piano e anche qui ci arrampichiamo, questa volta per le vecchie scale della casa. Posiamo le borse, ammiriamo la vista dalla finestra, ci accordiamo per la cena con la proprietaria e quando siamo pronti per uscire, facciamo il nostro primo incontro con la musica della casa. Un coro polifonico seduto intorno a un tavolo in un salone del primo piano sta provando. Le voci si diffondono per le stanze, insieme ai profumi della cucina che si sta mettendo in moto per la cena.

Tavoli apparecchiati per la cena nel giardino della Casa Musicale

La musica accoglie anche il nostro ritorno alla Casa il secondo giorno quando, dopo una cena a base di tapas corse in un bellissimo giardino, sempre a Pigna, troviamo seduti a un tavolo in terrazza un gruppo di cantori che brinda e intona cori. Ci spiegano che si tratta di un gruppo che viene dalla Georgia che ha incontrato per cena un gruppo corso e insieme, tra una portata e un’altra, e soprattutto tra un bicchiere e l’altro, esplodono in canti nelle due lingue, con gli altri ospiti del ristorante che applaudono a ogni esibizione. A quel punto ci sediamo anche noi a berci un mirto e a goderci lo spettacolo. I cantori sono qui per il Festival di musica tradizionale Estivoce.
Il mattino dopo quando ci sediamo per la colazione nel giardino-terrazzo, inondato la sera dai canti e dalla luce delle candele, troviamo la pace più assoluta, buone marmellate di fico e canestrelli del fornaio. Viene voglia di stare lì per ore, nel silenzio del paese che si sveglia, con il mare all’orizzonte e un gatto mattiniero venuto a curiosare. Ma poi ci si alza e si va in spiaggia o magari a visitare un altro villaggio. Forse si passa ad assaggiare l’olio o a comprare il vino da un produttore. Tutto ci pare bello in questa Balagne. Poi la sera di sicuro ci attenderà nuova musica.

Taccuino:

Casa Musicale
Hotel e ristorante
Tel : 04 95 61 77 31
resa@casa-musicale.org
www.casa-musicale.org