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	<title>Nomadi Stanziali &#187; Marco Querci</title>
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	<description>Appunti e ritagli. Per viaggiare ma anche per restare</description>
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		<title>Certe Afriche</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Querci]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/06/b1_1276.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2424" title="b1_1276" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/06/b1_1276.jpg" alt="" width="478" height="679" /></a></p>
<p>Tornata da <strong>Addis Abeba</strong>, dove sono stata un mese abbondante, mi rendo conto di aver appena sfiorato la città e la sua gente, chiusa come ero ogni giorno in un ufficio a lavorare. Addis era fuori dalla mia finestra e io l&#8217;ho toccata pochissimo e conosciuta quasi per niente, un po&#8217; annusata a distanza, intuita senza poterla vivere, e perciò senza capirla affatto. Porto con me qualche frammento del mio stare lì dietro un vetro: il rumore della pioggia che ha accompagnato tanti giorni, la scia del bianco degli scialli delle donne (che poi non si chiameranno neanche scialli e avranno un loro nome che non io ho saputo imparare), il profumo dell&#8217;incenso acceso per la cerimonia del caffè, le lacrime di un piatto piccante che mi ha fatto appunto piangere e correre ai ripari. Nulla più. Niente mal d&#8217;Africa. Poca Africa.</p>
<p>Altre immagini, queste sì invece non lontane e non sfuocate, nelle fotografie e nelle parole di <strong>Mauro Querci</strong>, giornalista che conosce l&#8217;Africa per averla toccata e assaggiata, annusata e ascoltata, camminata in lungo e in largo e viaggiata da vicino e perciò vista, vista davvero. Senza vetri in mezzo ad attutirne il rumore. Le foto e le parole di Mauro, le sue didascalie all&#8217;Africa, a certe Afriche, sono raccolte in un libro bellissimo da leggere e guardare. Un libro che lui definisce &#8220;un po&#8217; guida, un po&#8217; diario, un po&#8217; racconto, un po&#8217; storia e un po&#8217; geografia&#8221;. Un libro per chi, come me, è stato in Africa senza vederla o per chi in Africa non è stato mai.</p>
<p>Mentre ero ad Addis, più davanti al computer che davanti alla finestra, Mauro Querci parlava del suo libro nella mia città. Lui a mostrare l&#8217;Africa a 200 metri da casa mia, nel negozio di due amiche curiose, io là in Etiopia, ma girata di schiena. I casi della vita. Torno e me ne parlano e io sfoglio il libro e me lo porto a casa. Me lo giro e rigiro come lui deve aver fatto con i paesi che racconta. E mi piace. Attraverso il libro divento più curiosa, ma adesso sono a casa ed è tardi. Leggo però in apertura di libro (e un po&#8217;, confesso, mi sento meglio) che anche Mauro ha fatto un primo incontro africano andato buco, una vacanza in una Tunisia da Club Mediterranée, che lui chiama &#8220;quel primo lapsus africano&#8221;. Ci sarà allora un altro viaggio a porre rimedio, penso davanti a una tazza di caffè etiope, che adesso mi sveglia ogni mattino. Poi penso anche che come mi sono portata a casa il caffè avrei potuto portare con me molto di più, senza neanche comprarmi nulla. Ma ho comprato il libro&#8230; Chissà, forse il mal d&#8217;Africa è solo rimandato.</p>
<p>____________________________________________________________________________________</p>
<p><strong>Certe Afriche.<br />
Storie e geografie di un amore.</strong><br />
Testi e fotografie: Marco Querci<br />
Art Direction: Valeria Settembre<br />
EDIZIONE INDIPENDENTE<br />
Prezzo 25 euro<br />
Dimensioni 24&#215;34 cm<br />
Pagine 256<br />
Acquisto su: marco.querci@alice.it</p>
<p><em>I PROVENTI DEL LIBRO<br />
Vanno a finanziare un progetto in Sud Sudan della Onlus Cefa di Bologna (www.cefa.bo.it).</em></p>
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