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	<title>Nomadi Stanziali &#187; Design Hotel</title>
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	<description>Appunti e ritagli. Per viaggiare ma anche per restare</description>
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		<title>White Hotel Bruxelles. Bianco sporco?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 10:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
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		<category><![CDATA[Design Hotel]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/01/dsc00807.jpg"><img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/01/dsc00807.jpg" alt="" title="DSC00807" width="604" height="805" class="aligncenter size-full wp-image-2213" /></a></p>
<p>Mettetevi nei miei panni. Voi cosa fareste se vi foste trovati bene (beh, diciamo trovati ok) in un hotel e cercando poi le <a href="http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g188644-d623385-Reviews-White_Hotel-Brussels.html">recensioni di altri clienti</a> aveste trovato recensioni non dico tiepide ma addirittura pessime? Se altri clienti-navigatori avessero sconsigliato l&#8217;hotel a gran voce, dicendone peste e corna? Tipo: &#8220;da evitare&#8221; o &#8220;assolutamente orribile&#8221;?<br />
Sono stata a lungo indecisa se parlare del <strong>White Hotel</strong> a <strong>Bruxelles </strong>o meno. Poi ho deciso che vi avrei parlato della mia esperienza personale. Che rimane una esperienza isolata. E personale. </p>
<p>La storia è questa. Devo trascorrere 4 notti a Bruxelles nell&#8217;aprile del 2009. Amici mi consigliano di prenotare il White. Loro ci sono già stati in altre occasioni e mi dicono che è in una buona posizione, è un design hotel e che costa 80 euro a notte. Deciso, io prenoto.<br />
Quando arrivo mi attende all&#8217;esterno un brutto palazzo. Dentro, alla reception e nella lobby, per fortuna l&#8217;impressione è diversa. Al brutto-anonimo della facciata esterna si sostituisce il bianco design. Il White Hotel, sin dal primo passo nella lobby, conferma infatti quello che promette nelle parole dei miei amici: una combinazione di bianco e di design.</p>
<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/01/whitehotel-1.jpg"><img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/01/whitehotel-1.jpg" alt="" title="whitehotel-1" width="524" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2225" /></a></p>
<p>Mi danno la chiave della mia stanza mentre mi guardo intorno e noto delle postazioni Mac su un bancone vicino alla reception, dalle quali, mi spiegano, ci si può connettere gratis. La connessione dalle stanze è invece a pagamento. Cinque euro, mi sembra, per un paio di giorni.</p>
<p>Ad attendermi al quinto piano c&#8217;è una stanza ampia, con pochi arredi. Ovviamente bianchi. Anche il bagno è spazioso. Il tutto è un misto di design e IKEA. Ogni stanza qui è stata creata da un designer belga e sulla porta di ingresso, all&#8217;esterno, trovo il nome di quello che ha pensato la mia.<br />
Che dire? Mi rendo conto che la stanza potrebbe non piacere. Non la definirei proprio accogliente, in quanto è ampia e abbastanza vuota. Ecco, direi che comunica un po&#8217; un senso di freddo e vuoto, come se si dovesse passare la notte in un&#8217;astronave. Avete senz&#8217;altro in mente il genere. Io non mi ci trovo male. <a href="http://nomadistanziali.wordpress.com/2009/12/16/dormire-easy-alleasyhotel-di-zurigo/">Come ho già detto</a>, meglio essenziale che con orridi orpelli.</p>
<p>La colazione l&#8217;indomani mi piace. Puoi bere il tuo caffè e allo stesso tempo controllarti la posta elettronica o leggerti le news online, perché alcuni dei tavoli della colazione, che si trovano all&#8217;interno di cubicoli bianchi (what else?), hanno un Mac a disposizione. Il buffet è ricco. Il caffè te lo prepari con una macchina Nespresso. </p>
<p>Altri dettagli. Ho dormito bene nella mia stanza verso il retro. Era silenziosa. Il personale dell&#8217;albergo è stato gentile. La posizione è effettivamente comoda.<br />
Conclusioni? Hotel dall&#8217;atmosfera freddina, ma comodo in quello che offre. Non mi ha rubato il cuore, ma mi ha incuriosito e ci ho campato bene per 4 notti.<br />
Dalle foto sul sito loro vi rendete conto in maniera chiara e veritiera di come sono le stanze e di quali prezzi hanno. Ricordatevi di chiedere se hanno offerte.<br />
Ah! e se ci andate, fatemi poi sapere.</p>
<p><strong>Taccuino:</strong></p>
<blockquote><p><strong>The White Hotel</strong><br />
Avenue Louise, 212<br />
Bruxelles<br />
Tel  +32 (0)2 644 29 29</p>
<p>info@thewhitehotel.be<br />
<a href="http://www.thewhitehotel.be/">www.thewhitehotel.be</a></p></blockquote>
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		<title>Si scrive Mama Shelter, si legge Philippe Starck. Ma non solo.</title>
		<link>http://nomadistanziali.com/?p=1303</link>
		<comments>http://nomadistanziali.com/?p=1303#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 18:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Design Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire a Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Mama Shelter]]></category>
		<category><![CDATA[Philipphe Starck]]></category>
		<category><![CDATA[Roland Castro]]></category>

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		<description><![CDATA[Difficile non parlare del Mama Shelter. E infatti tutti ne parlano, tutti lo fotografano, tutti&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left"><img class="size-full wp-image-1308 aligncenter" title="lampada-mama-shelter" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/03/lampada-mama-shelter.jpeg" alt="lampada-mama-shelter" width="500" height="336" /><br />
Difficile non parlare del <strong>Mama Shelter</strong>. E infatti tutti ne parlano, tutti lo fotografano, tutti lo commentano. Da quando lo scorso autunno il rifugio parigino progettato dall’architetto-attivista <strong><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Roland_Castro_(architecte)">Roland Castro</a></strong> ha aperto le porte nel XX arrondissment è tutto una serie di ammirati: “Oooh!”, “Bello!”, “Però!&#8221;. Tutto un parlare di nuova idea di hotellerie, di design hotel alternativo, di lusso democratico. Di extreme urban tourism. Di Philippe Starck di qui, di Philippe Starck di là. Blog, siti, riviste… tutti conquistati. Tutti così estasiati che mi insospettisco. E mi domando: il Mama Shelter è solo una ben riuscita e massiccia operazione di marketing e marchette? O è bello e buono veramente? Oppure è, come credo, una gigantesca operazione di marketing per un hotel che ha sicuramente del bello, ma anche del buono? E soprattutto: se vado a Parigi, lo prenoto o non lo prenoto?<br />
La cosa migliore è chiedere a qualcuno che c’è già stato. Per fortuna mi viene in aiuto Fabrizio, amico di vecchissima data che al Mama Sheleter ha passato un paio di notti e che è felice di farmi una micro recensione.</p>
<blockquote><p>Cara Miro,<br />
sì, sono stato al Mama Shelter e l’ho trovato un po&#8217; fuori mano ma molto accogliente.<br />
Gli ambienti si rifanno alla cultura dei Graffitari Urbani. Infatti trovi graffiti, appunti, citazioni su ogni parete.<br />
Le camere sono poco illuminate ma molto molto sexy. In più hanno un iMac da 24 pollici con collegamento internet super veloce e musica e video e chat.<br />
Tutto ruota intorno al ristorante. Molto carino e dai prezzi contenuti. Frequentato da clientela eterogenea: giovani uomini d&#8217;affari, turisti, pop star, scrittori, nullafacenti. Di tutto un po’.<br />
Note negative: distanza dal centro, lontananza dal metro e dalla fermata del bus. A chi interessa, no room service.</p></blockquote>
<p>Aggiungerei, e qui cito dal comunicato stampa dell&#8217;hotel, che al Mama Shelter ci sono anche:</p>
<ul>
<li>un tavolo da calcetto per 8 a disposizione degli ospiti</li>
<li>una sala yoga per chi dovesse avere un impellente bisogno di incastrarsi in un’asana</li>
<li>scritte in gesso che annunciano ogni giorno gli eventi &amp; appuntamenti culturali della Ville Lumière.</li>
</ul>
<p>Aggiungo di mio:</p>
<ul>
<li>gli interni curati da Starck, in particolare le lampade-super-eroi che mi fanno impazzire</li>
<li>il prezzo. Buono. Non regalato, ma buono.</li>
</ul>
<p>In conclusione: io prenoterei. Se tutti ne parlano, e soprattutto se me lo dice Fabrizio con il quale ho diviso il banco e la merenda alle elementari, significa che ci sono buone ragione per andarci.<br />
 <br />
<img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/03/biliardino-mama.jpg" alt="biliardino-mama" title="biliardino-mama" width="500" height="336" class="alignnone size-full wp-image-1322" /><br />
<img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/03/tavolo-mama.jpg" alt="tavolo-mama" title="tavolo-mama" width="500" height="336" class="alignnone size-full wp-image-1323" /></p>
<p><strong>Taccuino</strong>:</p>
<blockquote><p><strong>Mama Shelter</strong><br />
109, rue de Bagnolet,<br />
75020 Parigi<br />
Tel  + 33 1 43484848</p>
<p>Prenotazioni al: paris@mamashelter.com<br />
<a href="http://www.mamashelter.com">www.mamashelter.com</a></p></blockquote>
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