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	<title>Nomadi Stanziali &#187; Islanda</title>
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	<description>Appunti e ritagli. Per viaggiare ma anche per restare</description>
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		<title>Nel bel mezzo del nulla. In Islanda.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 10:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[ostelli]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale di Þórsmörk]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking in Islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[[un altro pezzetto del viaggio estivo in Islanda fatto alla fine di Luglio quest&#8217;anno. Qui&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/12/iceland.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2147" title="Iceland" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/12/iceland.jpg" alt="" width="604" height="363" /></a></p>
<p><em>[un altro pezzetto del viaggio estivo in Islanda fatto alla fine di Luglio quest&#8217;anno. <a href="http://nomadistanziali.wordpress.com/2009/08/29/diario-di-un-mini-viaggio-nella-terra-del-ghiaccio/">Qui</a> e <a href="http://nomadistanziali.wordpress.com/2009/09/04/sulle-orme-di-giulio-verne/">qui</a> altri commenti-impressioni-indirizzi]</em></p>
<p>Di ritorno dalla penisola di <strong>Snæfellsnes</strong> e dopo un pomeriggio a mollo nelle acque calde della <a href="http://www.bluelagoon.com/Bath/">Blue Lagoon</a> (lo fanno tutti i turisti che visitano l’Islanda e noi perché non dovremmo farlo?), ci carichiamo su un pullman della <strong>Reykjavík Excursions</strong> alla volta del parco nazionale di <strong>Þórsmörk</strong>: noi, gli zaini, le scarpe da trekking e i sacchi a pelo. E un sacchetto con la spesa: cibo e bevande per un paio di giorni.</p>
<p>L’amica islandese ci ha prenotato due notti in una cabina di legno nel parco, per la precisione al campo di Húsadalur, e ci ha anche portato a fare la spesa per rifornirci di cibo che ci servirà per le cene da consumare nella piccola cucina di cui la nostra cabina è dotata. Partiamo pronti all’avventura a bordo di un pullman che, in quattro ore, qualche tappa, un ghiacciaio, una cascata e numerose pecore, ci deposita in una vallata lontana da tutto e tutti. Bella. Bellissima.</p>
<p>I due giorni <em>in the middle of nowhere</em> saranno dedicati a esplorare i sentieri lì accanto e a leggere la sera fino a tardi, complice la luce, che d’estate non muore mai. A ridere delle nostre giacche antivento indossate per andare a far la doccia fuori dalla cabina (ci sono i bagni esterni, già). Isolati e contenti di esserlo. Due giorni da giovani marmotte. Bello, no?</p>
<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/12/cottage-iceland.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2157" title="Cottage Iceland" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/12/cottage-iceland.jpg" alt="" width="604" height="805" /></a></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000">Da sapere</span></strong></p>
<li>Per arrivare al parco di Þórsmörk, che si trova a150 km da Reykjavík, bisogna guadare più volte un fiume che si dirama nella valle.  Per farlo è necessario avere una macchina 4&#215;4 con le ruote alte. In alternativa il campo base del parco si raggiunge, come abbiamo fatto noi, con i bus della Reykjavík Excursions che partono dalla stazione dei bus a Reykjavík.</li>
<li>La Reykjavík Excursions è una compagnia di bus che ti porta un po&#8217; ovunque nel paese e che organizza tour di un giorno a partire da Reykjavík. Puoi comprare biglietti per escursioni o per le varie tratte che devi percorrere online o alla stazione dei bus. <a href="http://www.re.is/IcelandOnYourOwn/">Qui</a> vedi le destinazioni che puoi raggiungere con uno dei loro bus.</li>
<li>Al campo di Húsadalur puoi dormire da maggio a settembre. Le soluzioni sono varie e vanno dal posto tenda, alle stanze da due, ai cottages di legno. C&#8217;è una casetta centrale che funziona da reception, posto di ristoro e ufficio informazioni. Lì puoi prenderti un caffè seduto ai tavoloni di legno, fare merenda, pranzare e cenare con zuppe e poco altro. Puoi anche comprarti bevande e qualche cibaria da prepararti nel cottage o nella cucina comune. Pranzo e cena possono anche essere consumati sui tavoli esterni, disseminati qui e là ne campo. La cosa più conveniente è comunque fare la spesa da portarsi con sè prima di partire in un supermercato di Reykjavík o in un minimarket sulla strada. Per i freddolosi: le cabine di legno hanno il riscaldamento. Per tutti: a) bagni e docce comuni; b) portatevi il sacco a pelo. Le lenzuola e le coperte si pagano extra.</li>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Taccuino:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Rifugi di Húsadalur</strong><br />
Parco nazionale di Þórsmörk<br />
Per prenotare al campo: <a href="http://www.hostel.is/extern.asp?cat_id=738">www.hostel.is</a></p>
<p>Per prenotare il viaggio in bus: <strong>Reykjavik Excursions</strong><br />
Terminal dei bus di Reykjavik<br />
Tel.: (+354) 562 1011<br />
Fax: (+354) 552 3062<br />
Aperto tutti i giorni dalle  04:30 alle 24:00<br />
<a href="http://www.re.is/">www.re.is</a></p></blockquote>
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		<title>In Islanda, sulle orme di Giulio Verne</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 09:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[Penisola di Snæfellsnes]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amica islandese guida e intanto chiacchiera. In sottofondo un cd con la voce di Emiliana&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/09/chiesetta.jpg" alt="chiesetta" title="chiesetta" width="604" height="453" class="aligncenter size-full wp-image-1973" /><br />
L&#8217;amica islandese guida e intanto chiacchiera. In sottofondo un cd con la voce di <a href="http://www.emilianatorrini.com/">Emiliana Torrini</a>, che di italiano ha il nome e il papà, ma è nata qui e canta in inglese.<br />
Lasciamo Reckyavik in direzione ovest, verso la penisola di <strong>Snæfellsnes</strong>, a due ore di strada dalla capitale. Passiamo un tunnel, un fiordo. La strada è vuota davanti a noi, un lungo nastro nero a delimitare il panorama. L&#8217;amica islandese mi indica campi di lava ricoperti di muschio, campi di lava non ricoperti di muschio, montagne, cavalli, torrenti da salmoni. Racconta storie e aneddoti. Mi dice che i vulcani qui hanno nomi di donna, perché sono caldi e imprevedibili. Come Hekla, per esempio, che diventa subito il mio nome di vulcano preferito. La Hekla.</p>
<p>Ci dirigiamo verso <strong>Budir</strong>, verso la chiesetta nera da cartolina che tutti vanno a vedere da queste parti. E quando ci arriviamo capisco il perché. Il paesaggio intorno è splendido, solitario e ventoso. Lunghi fili d&#8217;erba, lava nera, sabbia, oceano. Romantico vero.<br />
Per pranzo ci fermiamo di fianco alla chiesa, al ristorante dell&#8217;<strong>hotel Budir</strong>, l&#8217;unica altra costruzione di questo posto. L&#8217;hotel è incantevole, d&#8217;altronde come tutto il resto qui. Gli interni sono accoglienti e caldi, la vista dalle vetrate meravigliosa. Ti immagini seduto su una delle loro poltrone di pelle a rimirare la baia, dopo aver passeggiato lì intorno a lungo. L&#8217;hotel però è anche molto noto e non a buon prezzo. Chiediamo per curiosità e alla reception ci dicono che hanno una sola stanza disponibile per la notte e che costa 200 euro. Salutiamo e proseguiamo.</p>
<p><img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/09/islanda-mare.jpg" alt="Islanda mare" title="Islanda mare" width="604" height="453" class="aligncenter size-full wp-image-1977" /></p>
<p>Prossima tappa: Hellnar, minuscolo villaggio sul mare. Stesso paesaggio incantato, stessi campi di lava. Poche case sparse, un baia, tanto vento, un molo. L&#8217;area qui intorno è una riserva naturale nella quale sono segnati numerosi percorsi. D&#8217;estate vengono organizzate escursioni guidate, anche in inglese. Noi passeggiamo pigri sulle scogliere lì intorno, scattiamo foto. Quando il vento ci ha surgelato per bene, troviamo rifugio in un caffè-ristorante minuscolo e affollato, con pochi tavolini all&#8217;interno e un terrazza di legno all&#8217;esterno. Piccole sedie rosso fuoco, finestre dipinte di bianco e blu, tovaglie ricamate. L&#8217;amica islandese, quando si trova da queste parti, viene qui spesso, a mangiare una zuppa di pesce o a fare merenda. Dice che si mangia bene, a prezzi onesti. Vero. Prendiamo caffè e waffels, serviti con un panna buonissima, che infatti finisce subito. Anche questo caffè mi piace. Mi piace l&#8217;atmosfera semplice. Mi piacciono le sedie rosse. Mi piace la panna. </p>
<p><img src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/09/caffe-islanda1.jpg" alt="caffè islanda" title="caffè islanda" width="604" height="780" class="aligncenter size-full wp-image-1981" /></p>
<p>Dopo la pausa ristoratrice, di nuovo sulla strada. C&#8217;è molto altro da vedere qui sulla penisola di Snæfellsnes. Ci sono il ghiacciaio e altre spiagge ventose. Ci sono passeggiate a cavallo sulla spiaggia da fare. Uccelli marini da avvistare. Ma soprattutto c&#8217;è il vulcano Snaeffelsjokull e la magia del viaggio al centro della terra, che qui Giulio Verne fa iniziare. Così: <em>« Scendi nel cratere dello Snaeffelsjokull, che l’ombra dello Scartaris viene a toccare alle calende di luglio, audace viaggiatore, e arriverai al centro della terra. Il che ho fatto. »</em> (Jules Verne, Viaggio al centro della Terra)</p>
<p><strong>Taccuino:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Hotel Budir</strong><br />
Snaefellsnes<br />
Tel. +354 435 6700<br />
Fax. +354 435 6701<br />
budir@budir.is<br />
 <a href="http://www.budir.is/Overview/">www.budir.is</a> </p>
<p><strong>Fjoruhusid caffè-ristorante</strong><br />
Hellnar<br />
Tel. + 354 435 6844 </p></blockquote>
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		<title>Diario di un mini-viaggio nella terra del ghiaccio: street food all&#8217;islandese</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 16:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[Reykjavik]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare a Reykjavik]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta si chiamava Snæland, cioè Terra della neve, poi venne chiamata terra del ghiaccio&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1939" title="Chiosco hot dog" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/08/chiosco-hot-dog.jpg" alt="Chiosco hot dog" width="604" height="453" /><br />
Una volta si chiamava Snæland, cioè Terra della neve, poi venne chiamata terra del ghiaccio e il nome le rimase.<br />
Delle tante cose che ho imparato sull&#8217;<strong>Islanda</strong>, questa storia della terra della neve diventata poi terra del ghiaccio l&#8217;ho letta nell&#8217;introduzione della <em>Lonely Planet</em>, mentre a Malpensa sfogliavo svogliatamente la famosa guida attendendo il volo. Il resto l&#8217;ho imparato in nove giorni, viaggiando a fianco di un&#8217;amica di Reykjavik, islandese al 100%, e dimenticandomi la <em>Lonely Planet</em> sul sedile posteriore della macchina.</p>
<p>Al ritorno due sono le domande che tutti mi hanno fatto:<br />
<strong> 1.</strong> è vero che l&#8217;Islanda è cara?<br />
<strong> 2.</strong> che temperatura c&#8217;era?</p>
<p>Risposte:<br />
<strong> 1.</strong> L&#8217;Islanda è cara, ma anche no. Per esempio, la <em>Lonely Planet</em> consiglia di portare con sé il sacco a pelo per risparmiare. Fatelo. Negli ostelli e nelle cabine di legno nei parchi le lenzuola si pagano extra.<br />
<strong> 2.</strong> Temperature sperimentate a inizio agosto: da 8 a 20 gradi. Condizioni metereologiche incontrate: sole, vento, pioggia. E poi ancora da capo, in quest&#8217;ordine, ma non necessariamente. Il tutto, a volte, nel giro di pochi chilometri e di pochi minuti. Cosa vi diceva vostra mamma a proposito del vestirsi per andare in montagna? La mia diceva: &#8220;Vestiti a cipolla!&#8221;. Ecco, anche se qui non si tratta di andare in montagna, date retta alle vostre mamme, per una volta.</p>
<p>Liquidate le FAQ io qui vorrei parlarvi anche d&#8217;altro. Per esempio di hot dog presidenziali. Il resto alla prossima puntata.</p>
<p><strong>Uno snack da presidente? Sì, ma con cipolla</strong><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1933" title="cronions" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2009/08/cronions.jpg" alt="cronions" width="356" height="196" /><br />
Se non amate gli hot dog e mangiare in piedi non è esattamente la vostra aspirazione, poco importa. Un hot dog da <strong>Bæjarins beztu pylsur</strong> (traduzione: il miglior hot dog in città) è da provare. Qualsiasi islandese, accompagnandovi in un tour di Reykjavik, vi porterà orgoglioso in questo piccolo chiosco vicino al porto ad assaggiare una delle specialità culinarie nazionali. Dopo aver fatto la coda, ordinate l&#8217;hot dog completo e vi verrà servito un gustoso panino full optional, accessoriato di senape, ketchup, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Remoulade">remoulade</a>, cipolle crude e croccanti cipolle fritte.</p>
<p>La storia vuole che nell&#8217;agosto 2004 Bill Clinton, a Reykjavik per un summit sull&#8217;ambiente, mentre passeggiava per le vie della capitale volle provare il famoso hot dog. Arrivato al chiosco ordinò un hot dog accompagnato di sola senape. Da allora, se chiedete un &#8220;Clinton&#8221;, vi verrà servito un hot dog liscio con sola senape.<br />
L&#8217;ex presidente però si è perso il tocco speciale della cipolla fritta. Così buona che al momento di lasciare il paese la mia amica islandese mi ha regalato una confezione di <a href="http://chowhound.chow.com/topics/438291">Cronions</a>, cipolle croccanti in scatola da usare per farcire i panini. Chissà se a casa l&#8217;hot dog avrà lo stesso gusto&#8230;</p>
<p><strong>Curiosità:</strong> <a href="http://www.guardian.co.uk/travel/2006/aug/12/travelfoodanddrink.foodanddrink.guardiansaturdaytravelsection">The Guardian</a> un paio d&#8217;anni fa ha eletto il Bæjarins beztu pylsu uno dei cinque migliori chioschi d&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Taccuino:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Bæjarins beztu pylsu</strong><br />
Posthusstraeti101<br />
Reykjavik</p></blockquote>
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