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	<title>Nomadi Stanziali &#187; Africa</title>
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	<description>Appunti e ritagli. Per viaggiare ma anche per restare</description>
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		<title>Turismo sostenibile in Uganda</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 21:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Homestay]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Uganda]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosco Francesca dai tempi dell’università, o forse dal liceo, poco importa. Ci siamo frequentate per&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2013/03/giraffe-uganda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3839" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2013/03/giraffe-uganda.jpg" alt="giraffe Uganda" width="604" height="404" /></a></p>
<p>Conosco Francesca dai tempi dell’università, o forse dal liceo, poco importa. Ci siamo frequentate per un po’, perse poi di vista completamente e ritrovate da poco sul solito Facebook. Francesca ha sempre amato andarsene via per un po’ (scappare?), preparare la valigia o lo zaino, prenotare un aereo, esplorare altrove. La rincontro per un aperitivo e subito mi conferma che ama ancora andarsene via, che passa il tempo nella noiosa città dove vive a programmare viaggi futuri, che viaggiare le dà respiro. Quando le dico di Nomadi Stanziali subito mi propone di condividere le sue scoperte di viaggio sul mio blog e io contenta dico: evviva! Evviva anche di averla ritrovata.</p>
<p>Scrive Francesca: &#8220;Da tempo volevo segnalare la bella scoperta che ho fatto l’estate scorsa durante un viaggio che mi ha portato a visitare <strong>Uganda</strong>, <strong>Rwanda</strong> e <strong>Burundi</strong>. Da sempre organizzo i miei viaggi fai-da-te o con il mio compagno o gruppo di amici, evitando i grandi resort e agenzie ma piuttosto rivolgendomi alle cooperative di indigeni o ad associazioni locali che si occupano di turismo sostenibile.<br />
In Uganda ci siamo affidati al <strong>Mountain Gorilla Coffee Tours</strong> e con loro abbiamo passato qualche giorno a Kisoro e dintorni, facendo una meravigliosa esperienza di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Homestay">Homestay</a>. Ciò che si vede e si impara della gente e della cultura locale è impagabile e al mio rientro avevo, e tutt’oggi ho, degli amici in più, una famiglia e un gruppo di persone accoglienti, volenterose, oneste ed estremamente professionali pronte e riavermi a casa loro in quel meraviglioso e verdissimo paese che è l’Uganda, la Perla D’ Africa. Un vero è proprio genuino momento di scambio e di contatto. Qualcosa che resta.<br />
Il MGCT è un progetto di turismo responsabile che i fondatori (un ugandese, laureato in marketing ed esperto di piantagioni di caffè, e un italiano, laureato in scienze ambientali ed esperto viaggiatore) presentano così:</p>
<p><em>Il cardine attorno a cui ruota il progetto è l’ Homestay: alloggiare presso famiglie locali. Condividere con loro frammenti di vita vera. Vivere in una casa vuol dire andare a comprare al mercato o alla piccola bottega lì vicino, vuol dire che per qualsiasi cosa che potrà servirti ci sarà un parente o un amico. Il denaro indotto dal turismo circola nella comunità anziché nel bel lodge sperduto e di proprietà del solito magnate. In questi mesi sono poi nate numerose attività tutte rivolte a coinvolgere la comunità nel turismo. Il Coffee Project, che permette al turista di scoprire da dove venga e come si prepari il caffè che ogni mattina sveglia la sua giornata; il Lake Mutanda trail con l’attraversamento del lago a bordo delle canoe dei pescatori; lo School Project con la possibilità di organizzare delle vere e proprie lezioni per i bambini della scuola primaria. E poi i progetti sociali per aiutare i Batwa, una minoranza discriminata costretta in condizioni di estrema povertà</em></p>
<p>Il MGCT, infatti, supporta un progetto parallelo <a href="http://svcorgk.shutterfly.com/">SVC – Save the Vulnerable Children</a> per il sostegno delle comunità Batwa del distretto di Kisoro.</p>
<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2013/03/uganda-panorama.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3845" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2013/03/uganda-panorama.jpg" alt="Uganda panorama" width="604" height="400" /></a></p>
<p>Io mi sono affidata a MGCT per una parte del viaggio ma è possibile farsi organizzare l’intera visita al paese, compresa l’imperdibile visita ai gorilla di montagna, a prezzi competitivi. E’ bello sapere di poter contribuire ad un progetto così interessante con ciò che spenderesti ugualmente per viaggiare. Le guide locali sono preparate, cordiali, professionali e totalmente rispettose della cultura e dell’ambiente. Mi ritengo da anni “un’esperta viaggiatrice” ma l’esperienza dell’Homestay ha costituito una svolta nel mio modo di vivere il viaggio e di essere in viaggio. Sono stata parte di una comunità, una Nomade Stanziale&#8221;.</p>
<p><strong>Taccuino:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Mountain Gorilla Coffee Tours</strong><br />
<a href="http://mountaingoriillacoffeetours.shutterfly.com/">www.mountaingoriillacoffeetours.shutterfly.com</a><br />
<a href="http://www.facebook.com/UgandaCoffeeTours">La pagina Facebook di MGCT</a></p>
<p>Se volete contattare <strong>Francesca</strong> per ulteriori informazioni, scrivetele qui: <strong>fmoiraghi@libero.it</strong></p></blockquote>
<p><em>Le foto provengono dalla pagina FB di MGCT</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Certe Afriche</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[caravanserraglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Querci]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornata da Addis Abeba, dove sono stata un mese abbondante, mi rendo conto di aver&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/06/b1_1276.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2424" title="b1_1276" src="http://nomadistanziali.com/wp-content/uploads/2010/06/b1_1276.jpg" alt="" width="478" height="679" /></a></p>
<p>Tornata da <strong>Addis Abeba</strong>, dove sono stata un mese abbondante, mi rendo conto di aver appena sfiorato la città e la sua gente, chiusa come ero ogni giorno in un ufficio a lavorare. Addis era fuori dalla mia finestra e io l&#8217;ho toccata pochissimo e conosciuta quasi per niente, un po&#8217; annusata a distanza, intuita senza poterla vivere, e perciò senza capirla affatto. Porto con me qualche frammento del mio stare lì dietro un vetro: il rumore della pioggia che ha accompagnato tanti giorni, la scia del bianco degli scialli delle donne (che poi non si chiameranno neanche scialli e avranno un loro nome che non io ho saputo imparare), il profumo dell&#8217;incenso acceso per la cerimonia del caffè, le lacrime di un piatto piccante che mi ha fatto appunto piangere e correre ai ripari. Nulla più. Niente mal d&#8217;Africa. Poca Africa.</p>
<p>Altre immagini, queste sì invece non lontane e non sfuocate, nelle fotografie e nelle parole di <strong>Mauro Querci</strong>, giornalista che conosce l&#8217;Africa per averla toccata e assaggiata, annusata e ascoltata, camminata in lungo e in largo e viaggiata da vicino e perciò vista, vista davvero. Senza vetri in mezzo ad attutirne il rumore. Le foto e le parole di Mauro, le sue didascalie all&#8217;Africa, a certe Afriche, sono raccolte in un libro bellissimo da leggere e guardare. Un libro che lui definisce &#8220;un po&#8217; guida, un po&#8217; diario, un po&#8217; racconto, un po&#8217; storia e un po&#8217; geografia&#8221;. Un libro per chi, come me, è stato in Africa senza vederla o per chi in Africa non è stato mai.</p>
<p>Mentre ero ad Addis, più davanti al computer che davanti alla finestra, Mauro Querci parlava del suo libro nella mia città. Lui a mostrare l&#8217;Africa a 200 metri da casa mia, nel negozio di due amiche curiose, io là in Etiopia, ma girata di schiena. I casi della vita. Torno e me ne parlano e io sfoglio il libro e me lo porto a casa. Me lo giro e rigiro come lui deve aver fatto con i paesi che racconta. E mi piace. Attraverso il libro divento più curiosa, ma adesso sono a casa ed è tardi. Leggo però in apertura di libro (e un po&#8217;, confesso, mi sento meglio) che anche Mauro ha fatto un primo incontro africano andato buco, una vacanza in una Tunisia da Club Mediterranée, che lui chiama &#8220;quel primo lapsus africano&#8221;. Ci sarà allora un altro viaggio a porre rimedio, penso davanti a una tazza di caffè etiope, che adesso mi sveglia ogni mattino. Poi penso anche che come mi sono portata a casa il caffè avrei potuto portare con me molto di più, senza neanche comprarmi nulla. Ma ho comprato il libro&#8230; Chissà, forse il mal d&#8217;Africa è solo rimandato.</p>
<p>____________________________________________________________________________________</p>
<p><strong>Certe Afriche.<br />
Storie e geografie di un amore.</strong><br />
Testi e fotografie: Marco Querci<br />
Art Direction: Valeria Settembre<br />
EDIZIONE INDIPENDENTE<br />
Prezzo 25 euro<br />
Dimensioni 24&#215;34 cm<br />
Pagine 256<br />
Acquisto su: marco.querci@alice.it</p>
<p><em>I PROVENTI DEL LIBRO<br />
Vanno a finanziare un progetto in Sud Sudan della Onlus Cefa di Bologna (www.cefa.bo.it).</em></p>
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